In Svizzera

Il 97% della popolazione svizzera è allacciata a un impianto di depurazione mediante un sistema di fognature. Nondimeno, sono necessari investimenti a lungo termine per mantenere una rete fognaria di qualità e per affrontare le nuove minacce che potrebbero pesare sul sistema igienicosanitario, come ad esempio i microinquinanti.

Una rete fognaria che farebbe due volte il giro del mondo

© VSA
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42'000 Km di tubature per allacciare gli edifici alle canalizzazioni pubbliche; 47'000 Km di canalizzazioni pubbliche per portare le acque luride ai 759 impianti di depurazione: la rete fognaria elvetica è lunga due volte la circonferenza della Terra. Questa è l'infrastruttura che permette al 97% della popolazione svizzera di essere allacciata a un impianto di depurazione. Grazie a importanti investimenti, la Svizzera dispone oggi di un sistema d'igiene sanitaria esteso, sicuro ed efficace, tra i migliori al mondo.

Tutto questo naturalmente ha un costo. Nel nostro paese il valore delle infrastrutture per l'igiene sanitaria ammonta a circa cento miliardi di franchi, ossia equivalente a quattro volte la costruzione delle gallerie del Lötschberg e del Gottardo. La fattura annua per la gestione e la manutenzione di queste infrastrutture ammonta a 1,7 miliardi di franchi.

Protezione delle acque: un successo innegabile

© Keystone
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In Svizzera la protezione delle acque è un settore che presenta molti successi. Grazie alla costruzione di infrastrutture adeguate e ad altre misure (quali l'abolizione dei fosfati nei detergenti a partire dal 1986, la definizione di zone di protezione delle acque sotterranee, il trattamento preliminare delle acque di scarico industriali e commerciali e la regolamentazione delle discariche di rifiuti) i segni visibili dell’inquinamento sono scomparsi. Solo i nostri nonni hanno conosciuto i divieti di balneazione!

Strutture da risanare e microinquinanti: due grandi sfide per la Svizzera

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Malgrado l'alta capacità di gestione dei problemi igienici ed ecologici, l'igiene sanitaria è oggi confrontata con nuove sfide.

Una questione du durata e di costi

Le infrastrutture del sistema d'igiene sanitaria sono ormai vetuste: due terzi delle canalizzazioni sono state costruite cinquant'anni or sono e in alcune città esse superano perfino i cento anni di età. Queste canalizzazioni col tempo diventano permeabili e prima o poi cederanno. Se non si prenderanno misure adeguate di manutenzione delle infrastrutture, esse si deterioreranno e saremo sempre più confrontati con casi di inquinamento delle acque sotterranee. Ora si tratta di mettere a disposizione i mezzi finanziari necessari nell'ambito di un’azione pianificata a lungo termine. Ma soprattutto di essere innovativi: il sistema d'igiene sanitaria del futuro dovrà permettere di limitare i costi ed essere duraturo.

I microinquinanti ci attendono al varco

E' proprio alla qualità del sistema d'igiene sanitaria che dobbiamo il miglioramento notevole dello stato di salute dei fiumi e dei laghi svizzeri, durante gli ultimi trent'anni. Tuttavia, i procedimenti tradizionali di depurazione non riescono a eliminare alcune componenti contenute in molti prodotti di consumo. Accade che residui di sostanze chimiche, i microinquinanti, finiscano nelle acque di scarico. Queste sostanze sono presenti nelle medicine (antibiotici), nei prodotti fitosanitari, negli ormoni e in molti cosmetici (creme solari, profumi) e detergenti. Anche in piccole quantità alcune di queste sostanze hanno effetti nefasti sugli ecosistemi acquatici e sugli organismi che ci vivono, perturbando, per esempio, lo sviluppo sessuale dei pesci.

Scienza e presa di coscienza per lottare contro i nuovi inquinanti

© AWEL, Cantone di Zurigo
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Oggi i metodi tradizionali per la protezione delle acque hanno raggiunto i propri limiti. La minaccia dei microinquinanti presenti nelle acque ci costringe a cercare soluzioni per migliorare il sistema d'igiene sanitaria.

Gli scienziati alla riscossa

L'Ufficio Federale dell’Ambiente (UFAM) sta attualmente valutando diversi metodi per ridurre i quantitativi di microinquinanti che finiscono nelle acque attraverso la rete fognaria urbana. Un progetto pilota, battezzato "Stratégie MicroPoll" è stato lanciato nel 2006 a Regensdorf dall'Istituto federale di ricerca sull'acqua (EAWAG). I ricercatori hanno messo a punto un sistema di trattamento delle acque per mezzo dell’ozono, a completamento del procedimento tradizionale di depurazione, che dovrebbe eliminare anche i microinquinanti. Il progetto servirà a verificare l’efficacia del procedimento, a definire le esigenze tecniche e operative a livello dei singoli impianti di depurazione, e a stimare i costi.

Separare l'urina alla fonte?

L'urina costituisce oggi una vera sfida per gli impianti di trattamento delle acque. Non rappresenta che l'1% del volume totale delle acque luride, ma contiene dal 50 all'80% di tutti gli elementi nutritivi evacuati dal corpo umano. Sono in corso degli studi per definire come separare l'urina alla fonte. Raccogliere, stoccare e trattare l'urina separatamente permetterebbe di ridurre notevolmente il lavoro degli impianti di depurazione e di restituire all’agricoltura elementi nutritivi quali l’azoto e il fosforo. In questo modo si eviterebbe di disperdere questi preziosi elementi nelle acque, nell’aria e nei fanghi degli impianti di depurazione.

Verso una presa di coscienza dei consumatori

Lo sviluppo di queste tecniche è costoso e offre unicamente soluzioni riparatorie. Ma come lottare contro questo problema alla fonte? In quanto consumatori, dovremmo poter scegliere le medicine in funzione dei criteri di protezione delle acque e quindi disporre di una lista di prodotti farmaceutici e dei rispettivi rischi per l’ambiente. Gli svedesi hanno già accesso a un simile inventario, ma non ancora gli svizzeri.